Beh, la quarantena. Una parola che oramai ho sentito condita in tutte le salse. Ma che cosa vuol dire davvero quarantena? Dove è che questa quarantena si insinua nelle pieghe della nostra vita, dilatata nei tempi e nelle abitudini, erodendo la nostra struttura primaria? Perchè ci fa così tanto incazzare rimanere chiusi in casa? Le ragioni sono tante, alcune delle quali pure di ovvia provenienza scientifica, per cui un individuo per potersi ritenere in buona salute fisica e mentale, necessita di una quantità x (non mi addentrerò in campi non di mia competenza) di tempo all’aria aperta. Alcune ricerche e i vostri migliori medici di famiglia consigliano almeno 40 minuti di esercizio fisico per uno stile di vita sano e attivo, tutto ciò se sapientemente svolto all’aria aperta si carica alla seconda. Bene, possiamo facilmente notare che siamo già fottuti al punto primo. Ma proseguiamo. Perchè ci fa così tanto incazzare rimanere chiusi in casa? La ragione numero due può facilmente riscontrarsi nella difficoltà ad abbracciare un pensiero a noi totalmente sconosciuto. Infatti non ricordo di aver mai, nei miei 33 anni di vita, dovuto rimanere chiusa in casa, per x motivi che non fossero di ordine logico e comprensibile e perciò facilmente tollerabile dal genere umano. In questo caso, questo covid-19 non vuole proprio andarci giù. Non lo vediamo, non lo capiamo (ne esce una nuova ogni giorno), non sappiamo dove stia e come si muova. Non siamo a nostro agio e per questo, rimanere in casa per qualcosa che risponde a tutte le precedenti ragioni ci fa ancora di più incazzare. Un’invisibile presenza che ci trattiene tra 4 mura? Ma che inumana cazzata. E invece è proprio così. Terzo motivo, noi stessi. Eccolo qui, aspettavo proprio questo. Il punto più caldo. Il punto interessante. Noi stessi, sì, perchè questa quarantena ci ha costretto a rimanere da soli con noi stessi, con i nostri pensieri, le nostre paure, i nostri desideri e le mille persone che vorremmo essere ma che in questo momento, palesemente e tragicamente, non siamo e non riusciamo a fingere di essere. La vita nello schermo che tanto abbiamo voluto e che ci è entrata dentro, impossessandosi di noi quasi come un terzo arto, adesso la stiamo vivendo davvero e ci fa schifo. In famiglia, in tandem, in solitudine, non importa. Siamo tutti dannatamente soli davanti ad uno specchio, che è proprio lì, sì, davanti alla porta di ingresso, non so chi diavolo ce l’abbia messo lì, deve essere proprio un infame chi l’ha fatto, e non si sposta sai, riflette tutta la tua persona, nella sua più estrema totalità, e non ti lascia uscire. Per questo siamo incazzati con la quarantena. Non perchè abbiamo voglia di tornare a lavorare (ma a chi la vogliamo raccontare), a vedere le persone (che poi tanto appena finisce, già ci staranno sulle palle tempo una settimana e inventeremo scuse per non vederle), alla normalità (che ci è scivolata via per sempre dalle mani), ma perchè non ce la facciamo a stare da soli con noi stessi, ci facciamo paura. Il ticchettio non si ferma, e allora iniziamo a cucinare, mangiare, fare ginnastica, incollarci ad Instagram, aprire un account TikTok, sbirciare le vite degli altri, e finiamo per essere sempre più aridi, invidiosi, desolati, e per una sola volta nella vita, una volta in cui avremmo davvero potuto goderci un momento di pace, un momento di slow-living, ma di quello vero, fatto a modo, non di quello fake da copertina, facendo qualcosa che immensamente ci rende vivi, beh, noi quel momento lo cestiniamo così, ripetendoci ancora una volta che la quarantena fa proprio schifo, e tristemente, alla fine ci caschiamo pure.