Tanto non lo scoprono, tanto non possono saperlo, tanto non possono controllare tutti.
Questi sono i discorsi degli italiani che ho lasciato alle spalle 3 anni fa e che non mi mancavano per niente quando ho deciso di partire per il Canada per vivere in un paese, sì mi duole dirlo, più civilizzato (non nella piena totalità eh, l’uomo è sempre l’uomo, in ogni angolo del globo). Ci voleva una pandemia per rinfrescarmi la memoria con quegli italiani che sono l’esempio del perché l’Italia va a rotoli.
Sì perchè mi dispiace dirlo, l’Italia va a rotoli, quando non riusciamo neppure a trattenerci 2 mesi, che appena ci concedono un briciolo di libertà noi facciamo queste figure di merda colossali. E non ci sono solo le figure di merda, magari fossero solo quelle. La peggiore cosa sono quelli che pensano di ingannare il virus. Tanto se mi fermano, sono vestito da trekking, e c’ho l’autocertificazione, e magari vai ad un party privato in mezzo alla foresta. Perché sai dove sta il problema, mio caro/a? Per me in mezzo a quella foresta ti ci puoi anche incatenare e farci il festino più segreto della storia, ma la verità è che se tu ti fosse informato e o barra applicato e o barra acceso il cervello e o barra ascoltato du lire di virologi, saresti potuto/a giungere alla magica conoscenza che non ce ne fotte un ca-BIP se vi infettate tra di voi, perché il virus non è che scegli tu come gestirlo (scusa se ho infranto i tuoi sogni di onnipotenza, ma è ora che ti svegli! siamo nel 2020), è una reazione a catena, perché tua madre non la vedi? tuo fratello non lo vedi? e tuo fratello non vede la sua ragazza? e la sua ragazza non vede sua mamma? e sua mamma non vede sua mamma? e insomma ti è chiaro adesso come funziona o ti serve carta e penna? Perché di mettermi a disegnare a questa età non ne ho proprio voglia, con fior fior di virologi a disposizione che fanno ampiamente al caso nostro.
L’Italia che non si trattiene è quell’Italia che non c’ha proprio voglia di guardarsi dentro, lo so è dura, forse ci vorrebbe solo un pizzico di comprensione in questi casi, perché già, se avessi una vita come la loro, forse c’avrei una gran paura anche io a guardarci dentro a quel pozzo. Però stavolta mi sa tanto che ti ci devi guardà in quel pozzo, che non si sa mai, magari è la volta buona che ci caschi dentro.
Che poi si rischia anche di litigare sai, che fintanto si tratta della signora all’Esselunga, che poraccia, l’ho pietrificata perchè era chiaramente a farsi il famoso mazzetto incurante del prossimo, ma quando si arriva ad amici stretti-congiunti-disgiunti e aggiunti, beh le cose cambiano, ci vuole ben altro tatto.
E il bello è che se penso alla signora dell’Esselunga, ai mitici dei Navigli, a quelli sulla spiaggia, ai “tanto non lo scoprono”, ai vicini che organizzano i compleanni, a quelli che la mascherina non se la mettono perché, o se la mettono solo quando li vedono, mi ci sforzo proprio a impormi di classificarla come una forma egoistica per cui mi dovrebbe seriamente solo infastidire respirare la loro stessa aria, ma poi alla fine non ce la faccio mica sai, perché io, nonostante tutto, nonostante forse non ci debba pensare, visti i comportamenti collettivi, io alla fine mi comporto con senso civico perché mi preme l’incolumità di tutti (o quasi, forse ora come ora escluderei i sopra citati) e non solo quella delle mie favolose e indiscusse chiappe sode.
IO NON MI SENTO ITALIANO, MA PER FORTUNA O PURTROPPO LO SONO.