Un bagno di sudore quella notte. Il ticchettio dell’orologio a parete segnava i sì e i no. In una catena di montaggio senza operai.

I sì e i no. Tutta la notte, in un turbinio di lancette, finchè in un instante le 4:30am. Basta, dobbiamo alzarci e lasciare questa città.

“Margaret, prepara le valigie, non possiamo perdere altro tempo. Il prossimo treno partirà in meno di 2 ore, dobbiamo guidare fino a che non vedremo la luce dell’alba e salire su quel treno, è la nostra unica speranza.”

“Ok papà, preparo le valigie, posso portare Ester con noi?”

“No, non abbiamo abbastanza spazio in carrozza e non so se fanno salire gli animali sul nostro treno, ma ti assicuro che sarà un viaggio bellissimo. Salperemo verso nord, e poi percorreremo tutta la costa, il treno fa un percorso mozzafiato, 160 km corsi sul crinale della montagna, costeggiando l’oceano fino a salire a nord ovest, dove finalmente ci sarà la nostra ultima fermata, e a 10 km dalla stazione, troveremo quella casa sulla costiera, dove la nonna sarà sicuramente a raccogliere il rabarbaro, con quelle grandi foglie rosa, e avrà se non altro preparato una crostata per colazione per quando saremo lì. Ti farò vedere l’oceano, e conoscere Smith, e la signora Mary, che prepara delle marmellate di mirtilli meravigliose. E sai, forse possiamo comunque provare a portare Ester con noi, non importa, troveremo il modo di farla arrivare a nord ovest con noi comunque vada.”

“Ok papà, la valigia è pronta, vado in bagno e poi possiamo partire. Che ore sono?”

“Le 4:31am Margaret. Dobbiamo sbrigarci, il treno parte tra 2 ore.”

“Salperemo verso nord ovest stanotte.”

Wild Horses dei Rolling Stones riecheggia nel cofano della Mercury indaco scoppiettante sull’ highway 101, il sole sta per sorgere, Margaret Ester e Phil avvolti nei sedili della regina indaco, salpano la 101, sfrecciando nelle prime ore della mattina, dove tutto sembra essere dannatamente possibile.


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