Ci avete mai pensato alla cucina, lo spazio condiviso dove ci ritroviamo per prepararci un pasto buono?
Beh, quantomeno, dovrebbe esserlo, condiviso e buono, ma non sempre capita così.
Oggi penso a tutte le cucine in che ho vissuto, che ho davvero vissuto. A tutti coloro con cui le ho condivise.
Sembra insignificante pensarci, ma credo che in uno spazio come la cucina ci si debba sentire a proprio agio. Io spesso ci ho cucinato dividendo qualche metro quadrato senza voler davvero essere sullo stesso pavimento.
Bisogna essere davvero in sintonia per poter condividere la cucina. Se a malapena ci parliamo sarà difficile capire i nostri movimenti, e molto facilmente ci urteremo, ci pesteremo, ci cozzeremo molto spesso, infastidendoci i pensieri.
Se invece siamo culo e camicia, beh la cucina diventa un luogo divertentissimo, qualcosa di meravigliosamente sorprendente dove potrebbe nascere di tutto.
Credo che danzare e capirci gli spazi, dividerci le mattonelle, sporzionarci i pensieri e condirli con limone sale e una punta di pepe potrebbe alleggerire gli animi tesi.
Credo anche che dovremmo cercare di capirci su quelle mattonelle, lì c’è di sicuro qualcosa che non ci è piaciuto, che vorremmo raccontarci, un desiderio scomparso nel tepore sotto le coperte la mattina all’alba, un vizio che non riusciamo mai ad abbandonare, e un’abitudine che ci fa sentire forti, atleti e scrittori.
Beh domani ci starò più attenta a quella mattonella, e cercherò di capirci un po’ di più di quello che banalmente appare in un pavimento a scacchi blu.