Lascia scivolare le gambe a destra e a sinistra.
Sciogli il corpo dalle tensioni della giornata.
Respira profondamente.
“Mi senti?”
Ti accarezzo la pelle.
Cosce nude si ritraggono in un brivido di freddo.
“Quanti uomini siamo? Quanti uomini sono?”
Lascia gonfiare la piccola pancia su e giù. Torna di nuovo a respirare, con molta calma adesso. Sfiora i capelli, sfiora il mento.
Sfioriscono gli occhi sulle vecchie diapositive a colori.
Flash. Fermo immagine.
A volte sogno ma non voglio più dire che sei tu.
Sei un pensiero triste e sterile.
Io sboccio nuova ogni giorno invece.