La paura di rischiare ci frena.
La paura di rischiare brucia le ali che ci avrebbero fatto spiccare il volo.
Ho fatto qualche timido volo prima, ma sempre con un po’ di paura, e mi ritrovavo a fare quel giro ripetitivo e ipnotico che fanno gli avvoltoi sulla loro vittima, io, sopra casa.
Avevo sempre paura di allontanarmi, di perdere la strada, di perdere forse la testa, di trovare qualcosa che non avevo mai visto, di rischiare.
E poi un giorno, ho rischiato.
E ho volato tanto; ho attraversato monti, pianure, ho visto lande deserte, spiagge e prati in fiore. Donne, bambini e uomini a lavoro. Ho sentito melodie in lontananza che mi ricordavano casa, ho avuto voglia di seguirle ma poi ho guardato avanti. Sarebbero state come i canti delle sirene di Ulisse; non ho mai ceduto, il mio viaggio era lungo e io volevo volare, vedere, sapere. Ho visto campi sbocciare in mille colori e avrei voluto scendere in picchiata, riposarmi, prendere fiato per poi ripartire di nuovo. Come un’aquila reale.
Ma adoravo volare, ormai avevo capito come muovere le ali, come sfruttare il vento, come guardare il sole senza rimanerne accecata. Guardando gli altri ho imparato da loro.
Io volevo volare. Lo voglio ancora.
Adesso rischio.
Rischio ogni giorno della mia vita e a volte ho paura, ma l’aria fresca e il cielo chiaro mi danno forza e continuo a sognare volando.
Il rischio fa parte di ogni volo e adesso non ho più paura di cadere.