Vi auguro di vedere la salita davanti a voi e di pensare “non ce la faccio”.
Vi auguro di sentirvi i muscoli tesi, quasi che esplodono dalla fatica, le mani ghiacciate mentre sfrecciate sulla pista ciclabile che fuori è freddo e nessuno arriva a riscaldare.
Vi auguro di sentirvi il cuore a mille mentre l’acqua vi spazza via i pensieri e voi prendete una grossa boccata di ossigeno, con i bpm a 172. Per la prima volta.
Vi auguro di sentirvi dire “dovresti farlo così”, “sarebbe meglio così”, “no così non va bene”, “ma sei sicura?”
E poi vi auguro
anche di guardarvi allo specchio tutte le mattine e dirvi “lo sto facendo per me”
vi auguro anche di sentire la fatica, sentirvi sfiniti, con i muscoli che tremano e la voglia di piangere
vi auguro di sentirvi inadeguati e di non sentirvi per niente speciali, di giudicarvi e di lasciarvi giudicare fino quasi a farvi dubitare di tutto, fino quasi a toccare il fondo, ma MAI. Perché alla fine siete arrivati in cima alla salita con il cuore in gola ma senza esservi fermati.
A quel punto, solo in quell’istante, tutte quelle voci saranno svanite e sareste rimasti voi, il vostro cuore in gola, e la consapevolezza che avete vinto quella salita senza credere a tutte quelle voci, che forse erano 143 bpm stasera.
Tutto questo, Ve lo auguro davvero.